Dal 2012, anno in cui è stata segnalata per la prima volta in Liguria, la Vespa velutina ha ormai colonizzato quasi completamente la provincia di Imperia con sporadiche segnalazioni nelle province di Savona e La Spezia. Escludendo il focolaio di La Spezia, la cui origine è chiaramente dovuta ad un trasporto passivo, nel savonese è l’area di Finale Ligure a rappresentare in questo momento il margine di espansione più occidentale.

Proprio a Finale Ligure è stato individuato un primo nido a metà Settembre 2018 nei pressi del cimitero comunale ed ora distrutto. Ne avevamo parlato qui.

La notizia ora è che a metà Ottobre 2018 i tecnici del progetto LIFE Stopvespa (www.vespavelutina.eu) hanno individuato un secondo nido, questa volta sui rami più alti di una quercia in frazione Perti. Avevamo già segnalato la presenza di Vespe Velutine che banchettavano con le api di un nostro associato nella medesima zona di Finale Ligure: si sono godute l'ultimo pasto, infatti il nido è stato individuato e neutralizzato! La novità di questo ritrovamento, come già era avvenuto a La Spezia, è l'utilizzo del sofisticato radar armonico che traccia il volo dell’insetto e permette l'individuzione dei nido di provenienza delle vespe. Come di consueto, a seguito dell’ individuazione del nido, è seguito l’immediato intervento di una squadra specializzata che ha attuato le procedure previste in questi casi per la neutralizzazione del nido.

Il lavoro per limitare l’ espansione di Vespa velutina proseguirà ancora per tutto il periodo autunnale.

E' importante che ognuno tenga alta la guardia e segnali anche solo un sospetto di aver visto un nido di Vespa Velutina. Contattare il numero unico di Emergenza 112 , servizio attivo 24h 7su7 o visita il sito www.vespavelutina.eu

15-10-2018,

Apiliguria Savona, lo staff

 

 

 

 

A partire dalla fine di Agosto 2018 si sono susseguite varie segnalazioni di presenza di esemplari adulti di vespa Velutina nella provincia di La Spezia, in particolare nelle zone di Pian di Barca, Ponzò, Muggiano, Ressora ed Ameglia.

Identificata la località più critica tra quelle citate sopra, i tecnici dell’Università di Torino (DISAFA) che lavorano al progetto LIFE STOPVESPA con la collaborazione di apicoltori volontari affiliati alle associazioni apistiche presenti sul territorio spezino (Apiliguria, Alpamiele e Toscanamiele ) sono intervenuti nella zona di Ressora di Arcola (SP) per mettere in campo un sistema avanzato di rintracciamento del volo di immenotteri.

I tecnici e gli apicoltori hanno provveduto a catturate varie vespe velutine in maniera da non danneggiarle, ed attaccare sul loro dorso un sensore (tag) necessario al funzionamento di un radar armonico impiegato per la tracciatura del percorso di volo. Infatti grazie a tale dispositivo è stato possibile seguire il volo delle vespe fino a circoscrivere la zona con probabile presenza del loro nido. Dopo aver passato al settaccio tale area infatti il nido è stato finalmente localizzato dagli operatori giunti sul luogo. Grazie a questo sofisticato sistema è stato individuato e neutralizzato il nido di provenienza delle vespe "taggate" .

APILIGURIA ringrazia tutti coloro che hanno preso parte all'intervento.

Foto:

TAG

RADAR

CARTINA RITROVAMENTO

 

 

Come da previsioni fatte dagli apicoltori savonesi nella stagione scorsa, si sono verificate nella peggiori delle aspettative: Vespa Velutina fa di nuovo parlare di sè ed è sempre più presente!

La stagione estiva sta raggiungendo il suo apice per via dell’avvicinarsi del tanto atteso Ferragosto: periodo di riposo per molti, sole, mare. Tutto questo non vale per il comparto apistico; a partire dal mese di Agosto infatti si sono intensificate le segnalazioni di presenza sul ponente savonese de tanto temuto imenottero che sta preoccupando tutti gli allevatori di api da oramai 5 anni, da quando Vespa Velutina  (Vespa Velutina Nigritorax- imenottero di origine asiatica) è approdata anche in Italia proveniente dalla Francia, dove è stata ritrovata per la prima volta 15 anni fa.

Ad inizio Agosto infatti una serie di chiamate al Comando provinciale di Savona dei Vigili del Fuoco hanno messo in allerta lo stesso Corpo e di concerto le principali associazioni apistiche, tra le prime APILIGURIA. Le segnalazioni da parte di molti privati cittadini consapevoli e informati del problema si sono succedute a raffica da Albenga, Loano, Finale; questo fa ben sperare sul lavoro di sensibilizzazione fatto negli anni scorsi da parte delle associazioni apistiche e dei vari enti che si sono attivati da subito per segnalare l’insorgere di questo problema. Ringraziamo infatti tutti coloro che hanno segnalato anche solo il sospetto che il nido ritrovato nel proprio podere, casa, ecc.. si trattasse di Vespa Velutina.

Nel concreto, le segnalazioni ricevute da parte della cittadinanza vengono da prima verificate da parte di personale formato che si trattino proprio del tenuto insetto, e non di altri di tipo “indigeno” del ns territorio. A seguito della verifica positiva che si tratta effettivamente di Vespa Velutina, vengono attivate le procedure di neutralizzazione da parte delle squadre specializzate previste dal progetto europea LIFE “STOP VESPA VELUTINA” che intervengo nel più breve tempo possibile sul posto dell'avvistamento. La collaborazione con il suddetto di Corpo dei Vigili del Fuoco è indispensabile ed estremamente efficace.

Come detto, le segnalazioni si susseguono di continuo e la situazione si sta delineando sempre più con chiarezza: la Vespa Velutina è entrata a gamba tesa sul territorio savonese e sta creando i primi problemi al comparto apistico.

Questo articolo serve per aggiornare sulla situazione reale dell’avanzamento dell’infestazione e soprattutto per rinforzare la sensibilità di tutti, non solo degli apicoltori. Come spesso è già stesso detto, l' apicoltore non è l’unica categoria ad essere interessata perché Vespa Velutina si ciba prevalentemente di api, ma bensì TUTTI possono colpiti da questo calabrone asiatico..e la parola “colpiti” non è scelta a caso. Quindi è l' interesse di tutti alzare le antenne su questa minaccia e contattare gli enti preposti come primo contatto: i vigili del fuoco.

Di seguito alcune foto degli ultimi ritrovamenti.

Grazie

APILIGURIA Savona, lo staff

 

Nido Secondario - Agosto 2018 - Loc. Verzi, LOANO (SV)

 

 Vespa Velutina - Agosto 2018 - Loc. Finalborgo, Finale Ligure (SV)

 

Nido Secondario - Agosto 2018 - Loc. Perti, Finale Ligure (SV)

 

Nido Secondario - Agosto 2018 - Andora (SV)

 

 

Si è svolto nella giornata di martedì 28 agosto un incontro presso la sede dei parchi della Regione Liguria

Nell’occasione è stato presentato dall’Ente Parco Montemarcello Magra e ARPAl un nuovo progetto europeo denominato ALIEM che in estrema sintesi si occupa di costituire una rete di monitoraggio per diverse specie aliene fra le quali la Vespa Velutina Nigrithorax

All’ incontro hanno partecipato esponenti di altri progetti esclusivamente dedicati alla velutina come Life STOP Vespa , progetto europeo curato dall’università di Torino e Stop Velutina curato da Crea Bologna

In buona sintesi si è concluso il convegno con l’auspicio che i dati ricavati dai vari progetti siano interscambiabili  e coordinati

Le associazioni di Apicoltori presenti, Apiliguria, Toscana Miele e Alpa Miele, hanno accolto favorevolmente il nuovo progetto dichiarandosi disponibili a intensificare al rete di monitoraggio già esistente e inserita nei progetti Stop Vespa e Stop Velutina

Per quanto riguarda Apiliguria non possiamo che essere favorevoli all’avvento di un nuovo progetto finanziato, fermo restando che è ovviamente auspicabile uno stretto coordinamento fra i vari progetti

Tuttavia ci pare di capire che questo progetto abbia una esclusiva vocazione di mappatura del territorio e monitoraggio della vespa, intento lodevole e meritorio, ma quello che veramente serve oggi e un’azione di contrasto all’avanzamento della vespa

Vale la pena di ricordare che a tutt’oggi l’unica azione di vero contrasto è la distruzione dei nidi, azione che Apiliguria ha iniziato a praticare in forma autonoma, assumendosi costi e rischi , in provincia di Imperia dal 2014

Successivamente, con l’avvento del progetto Life StopVespa, progetto di cui Apiliguria è socio fondatore attraverso l'Abbazia Benedettina di Finale Ligure, associata Apiliguria, l’azione di neutralizzazione è stata coordinata,  e sostenuta finanziariamente, appunto dal progetto Life , Apiliguria ha indicato il proprio  socio-dirigente Fabrizio Zagni come coordinatore delle squadre, ruolo svolto nel biennio passato e in fase di rinnovo per quello a venire

Inoltre la Regione Liguria ha concesso un finanziamento al fine di poter acquisire le attrezzature necessarie per la distruzione dei nidi ,attraverso un contributo concesso a Apiliguria e ,dalla stessa totalmente utilizzato per l’acquisto dei materiali idonei, materiali oggi utilizzati dalle squadre di cui sopra

Apiliguria successivamente ha anche iniziato a partecipare, col Crea di Bologna, (Ente con cui ha firmato apposite convenzioni) , le Università di Pisa e Firenze e il Consiglio Nazionale delle Ricerche al progetto StopVelutina, un programma di ricerca e sperimentazione sul campo, al fine di elaborare , sistemi per la rilevazione dei nidi, protocolli per la distruzione degli stessi, e metodi diversi di contrasto alla vespa,

In questo senso  è stato elaborato e presentato a Bologna, alcune settimane fa, il metodo Z,

Il metodo in questione ci risulta essere in attesa di autorizzazione ministeriale al fine della sua utilizzazione .

 

ENTI DI RICERCA, ORGANIZZAZIONI APISTICHE E REGIONI FANNO RETE

Presentato a Bologna il “METODO Z”, buone speranze per l’opera di contenimento

 

L’Unità di Apicoltura del CREA di Bologna, ha promosso una riunione di coordinamento sull’emergenza Vespa velutina, presente ormai in tre Regioni italiane: Liguria, Veneto e Toscana.

Laura Bortolotti (CREA Bologna) e Fabrizio Zagni (Consigliere e Tecnico di Apiliguria), coadiuvati da Rita Cervo (IZS Toscana), Antonio Felicioli (Università di Pisa) e Marino Quaranta (CREA Firenze), hanno illustrato le prove effettuate e i risultati ottenuti finora con il “Metodo Z”, un sistema messo a punto dall’apicoltore Fabrizio Zagni. 

Le relazioni hanno illustrato la metodologia e i relativi risultati ottenuti, i quali seppur riferiti alla sperimentazione, sembrano di buon auspicio e suscettibili di applicazione concreta. 

La riunione, cui hanno partecipato esponenti delle Regioni (Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana, Veneto ed Emilia Romagna) ad oggi teatro di ritrovamenti e insediamenti, o comunque a rischio di invasione di Vespa velutina, accademici e ricercatori appartenenti agli Istituti zooprofilattici e le Organizzazioni Nazionali degli Apicoltori maggiormente rappresentative - FAI e UNAAPI - aveva come scopo principale la realizzazione di un coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti per proseguire con la ricerca scientifica sull’applicazione di questo metodo, su cui si è scelto e concordato di mantenere ancora il riserbo. L’intento è quello di giungere, tramite ulteriori sperimentazioni, a una formulazione definitiva sulla base di una ricerca scientifica coordinata dal CREA, in collaborazione con le Università di Firenze e Pisa. Tale sperimentazione sarà proposta certamente in Toscana, ma anche in tutte le Regioni in cui dovessero essere ritrovati focolai isolati e, quindi, a partire da Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia.

Dopo gli interventi delle Regioni e dei due rappresentati delle Organizzazioni Nazionali FAI e UNAAPI, riconducibili ad una piena condivisione dell’urgente azione di contrasto alla Vespa velutina, contestualmente alla richiesta autorizzativa al Ministero della Salute (Servizi Farmaceutici – Biocidi) del prodotto e del metodo (che non vedrà risultati in tempi brevi), è stato deciso l’invio al Ministero della Salute della richiesta di una applicazione del “Metodo Z” (Metodo Zagni) nelle due Regioni Toscana e Veneto. A stretto giro, pertanto, i componenti della nuova Piattaforma “Stop-Velutina” produrranno una bozza di notifica da sottoporre alle successiva sottoscrizione da parte di tutti i soggetti presenti all’incontro.

I componenti della Piattaforma che si sta così strutturando si sono espressi a favore della metodologia illustrata, che si prefigge di contenere e allentare la pressione nelle zone ad alta colonizzazione, essendo l'eradicazione ormai altamente improbabile.

Continua a dare quindi risultati il lungo lavoro di Apiliguriache, in stretto coordinamento con la FAI e con l’UNAAPI, ha promosso azioni di sensibilizzazione a partire dal 2013, segnalando la presenza effettiva del Calabrone asiatico e rappresentando alla comunità apistica e alle Istituzioni locali i grandi rischi cui si andava incontro.

L’esemplare e concreta azione promossa fin qui da Apiliguria, coordinata sul campo da Nuccio Lanteri e Fabrizio Zagni i ( http://api.entecra.it/index.php?c=pp&id=199 ), oltre che a un fattivo e pratico intervento sul campo, è andata nella direzione di coinvolgere più forze possibili, in primis la Regione Liguria, la FAI Nazionale e in seguito il CREA, le Università di Torino, Firenze e Pisa.

Ci sono state varie fasi, proseguite a partire dalla primavera 2013, con la distruzione dei primi nidi,  sopperendo alla lentezza delle Autorità preposte e organizzando una rete territoriale di monitoraggio delle squadre di distruzione dei nidi, corsi per verificatori e distruttori volontari organizzati. Azione che nei primi anni è stata operata gratuitamente, distruggendo centinaia di nidi, e nell’assunzione dei costi economici oltre che dei rischi personali e verso terzi. Non è mancata, nel frattempo,la continua azione di informazione e formazione del comparto,attraverso convegni ed incontri tematici in moltissime sedi regionali oltre che nello spazio Convegni curato da FAI nel programma di almeno due edizioni di Apimell, la Fiera Nazionale dell’Apicoltura.

Un lavoro molto impegnativo che ancora una volta l’Associazionismo apistico, territoriale e nazionale, ha svolto volentieri tutti coscienti – gli apicoltori locali e le loro realtà Associative e di rappresentanza, del proprio ruolo sociale, legato non solo alla produzione, ma anche alla salvaguardia del patrimonio apistico e del territorio, oltre che al contenimento di una emergenza che travalica i confini del mondo apistico e rappresenta motivo di preoccupazione anche per la collettività. Impegno del mondo apistico che non trova analogo riscontro da parte delle Istituzioni (Ministeri dell’Ambiente, dell’Agricoltura e della Salute) ancora alla ricerca della definizione di una propria area di competenza in materia di “invasione di una specie aliena nel territorio nazionale”.

 S. 19.07.2017/Rev-04_def

 

 

Era già stato distrutto a luglio dai vigili del fuoco.

Inizialmente era su un albero a 5 metri di distanza.

 

La regina l'ha ricostruito sotto il cornicione di fronte, ed è per questo che le dimensioni sono contenute (più o meno un pallone da basket).

 

Il primo nido segnalato e confermato di Vespa Velutina ad Imperia città è in zona Prino.

Nonostante il capillare lavoro di trappolaggio primaverile, come era prevedibile, la Vespa Velutina continua ad espandersi.

I circa 50 nidi già segnalati nell'estremo ponente, e i relativi interventi dei volontari di Apiliguria, non fanno quasi più notizia.

Il ritrovamento di questo nido, che segue di poche settimane quello ritrovato ad Andora, speriamo focalizzi nuovamente l'attenzione su un problema forse ancora troppo sottovalutato.

 

Raccolta dati campagna di trappolaggio Vespa Velutina - Imperia 2015

N.B. siete pregati di riempire tutti i campi

Vi ricordiamo inoltre che il sito ufficiale per la raccolta dati sulla vespa velutina è www.vespavelutina.eu

Comune in cui è situata la trappola
GG/MM/AAAA
GG/MM/AAAA
Es. birra e zucchero, carne, pesce ... ecc. ecc.