Vespa Velutina. La minaccia diventa realtà!!!

La temibile vespa velutina arrivata in Italia (tramite la Francia dalla Cina) nel luglio scorso stà mantenendo le promesse. L’abbiamo ritrovata ormai in parecchie zone del ponente ligure, Camporosso,Ventimiglia, Latte, Airole, Dolceacqua, Bordighera, Olivetta S.Michele, Sanremo Ospedaletti, Seborga.
Si tratta di un insetto proveniente dal sud est asiatico che attacca le api nel periodo estivo ed autunnale portando ad un indebolimento delle colonie di api ed alla successiva morte dell’intero alveare. 
Crea nidi primari che nel mese di marzo-aprile sono grandi come una pallina da ping pong, poi vengono ingranditi fino alla taglia di un grosso melone.  
Poi tra giugno e luglio questi nidi primari vengono abbandonati per crearne di nuovi, i più vistosi e temibili nidi secondari. 
Questi vengono costruiti tra le chiome degli alberi e difficilmente vegono individuati. La loro mole è veramente impressionante, possono raggiungere infatti il metro di diametro e contenere fino 8-9000 individui.
Sono soprattutto un pericolo oltre che per l’uomo, in caso di un incontro ravvicinato accidentale, soprattutto per la biodiversità. Infatti quando non sono disponibili le api, come fonte di proteine per l’allevamento delle larve, la Velutina si rivolge a tutti gli insetti utili all’agricoltura e all’impollinazione quali bombi, farfalle ecc.

I nostri colleghi Francesi della zona di Nizza ci comunicano preoccupati che alcuni produttori di zucchine hanno iniziato ad avere cali di produzione a causa della mancanza di impollinatori, quindi mancata impollinazione e quindi mancati frutti.    

Ora ci troviamo all’inizio di un periodo difficile per noi apicoltori. Abbiamo iniziato a confrontarci con le istituzioni che si sono dimostrate interessate al problema. In primis l’Assessore Regionale all’Agricoltura Dr. Barbagallo. 
Nel novembre 2013 abbiamo fatto due convegni, uno a Cuneo uno a Sanremo presenti relatori provenienti dall’Università di Torino dall’ISPRA e alcuni dalla Francia. La Senatrice Albano che ha partecipato ai lavori ha prontamente presentato un’interrogazione in senato.
Come associazione Apiliguria in inverno abbiamo cercato di non farci trovare impreparati, abbiamo formato gli apicoltori al riconoscimento dei nidi primari e abbiamo creato un’azione di trappolaggio primaverile delle regine fondatrici.
In primavera abbiamo distrutto numerosi nidi primari segnalatici dalle persone che hanno partecipato ai corsi o da chi ha letto articoli sui media. Ma i mezzi che abbiamo a disposizione sono limitati al volontariato e alla nostra buona volontà. 
La nostra paura è che tra poco ci troveremo sommersi da richieste di intervento. I pompieri chiaramente saranno naturalmente coinvolti in questa lotta e contiamo possano 
A inizio luglio abbiamo partecipato come relatori ad un convegno a Montezemolo organizzato da Aspromiele, l’associazione piemontese di apicoltori ed Apiliguria. Oltre l’Università di Torino ed i nostri colleghi Francesi era presente anche il Vice Ministro all’Agricoltura Olivero che ha preso concreti impegni.
E’ stato un momento importante per fare il punto della situazione. L’università di Torino stà approntando un progetto per un Radar Armonico per l’individuazione dei nidi. Un’azione di monitoraggio Velutina è stata inserita nel progetto Beenet. Qualche cosa è stato fatto ma non è abbastanza.E’ emerso, grazie anche all’esperienza portataci dai Francesi, che siamo in emergenza. O si agisce ora, subito, con azioni concrete oppure non sarà piu’ possibile fermare l’invasione di questo insetto in tutta la penisola. Abbiamo proposto la creazione di una sorta di “Task Force” per la distruzione dei nidi. Distruggere i grossi ed inaccessibili nidi (a volte posti anche a 15 mt. di altezza!) implica l’uso di tecniche specifiche e protezioni adeguate per l’incolumità degli apicoltori e della popolazione.  Un nido mal distrutto può dare origine ad altri nidi e pericolo per i civili in quanto i restanti individui diventano molto aggressivi. Stiamo lavorando, insieme agli uffici regionali alla creazione di una sorta di “taglia” da elargire a chi segnali un nido di Velutina. Questo permetterà di rendere i cittadini più responsabili, attenti e utili in questa difficilissima lotta. A livello locale abbiamo inoltre sollecitato un’incontro in Prefettura con i rappresentanti dei Pompieri, Corpo Forestale e Polizia Provinciale che ha iniziato a creare le basi per una futura azione di contrasto. L’ugenza è massima e l’efficacia e il coordinamento delle azioni è fondamentale se vogliamo provare a contenere questa disastrosa invasione silenziosa. Gli apicoltori non devono essere lasciati soli in questa lotta. Dobbiamo lavorare insieme e con coordinazione.

 

 

Vespa Velutina - Savona